Vedi Napoli e poi mori
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Nell’estate del 1999, a cena in un ristorante di Capri con amici napoletani e argentini, si discorreva gustando piatti locali e vino dell’Isola. Inaspettatamente gli amici argentini, ancora incantati dalle bellezze dell’Isola e della città della quale, giusto di fronte, brillavano le luci, chiesero di sapere di più a proposito della famosa frase Vide Napule e po’ muore. Bastò questo per scatenare intorno al tavolo una serie di congetture che ci accompagnò per tutta la durata della cena; sarebbe stato opportuno che ne avessimo preso prontamente nota perché fossero un giorno divulgate. Il giorno è giunto, ma qui è ora possibile riportare soltanto alcune di quelle finzioni. |
Un viticultore siciliano, desideroso di migliorare la propria produzione e ampliarla con vitigni di diversa origine, mandò il figlio in Continente perché visitasse delle località interessanti per quanto gli premeva. Pensava che un’utile tappa sarebbe stata la Campania: il giovane avrebbe potuto far capo a Napoli per raggiungere alcune zone dell’agro vesuviano, già all’epoca rinomate per alcune particolari specie di vini. Successivamente gli consigliò di passare per il Veneto: un’uva particolarmente pregiata veniva coltivata nella provincia di Trento, esattamente a Mori, un ridente paesino famoso, oltre che per quel vitigno, anche per il Santuario di Monte Albano; quindi così gli disse:
Vedi Napoli e poi Mori
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La missione nasceva principalmente dal voler controllare l’azione di Cesare Mori, il “Prefetto di ferro”, e anzi validarla e legittimarla, ascrivendola a pieno titolo quale successo del regime. Sarebbe stato il caso, però, approfittare del viaggio e fare una sosta a Napoli per esaminare altre questioni che stavano a cuore al Duce; era l’estate del 1927 e Mussolini così raccomandò al proprio inviato in partenza da Roma per la Sicilia:
Vedi Napoli e poi Mori
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Al centro smistamento lavoratori di Gallarate, nonostante l’abituale diffidenza nei confronti dei meridionali, questi sono “preferiti” agli immigrati di colore. È per questo che il responsabile indica al suo dipendente l’ordine da seguire nella verifica dei candidati:
Vedi “Napoli” e poi mori
Il testo ricalca alla lontana uno scritto a più mani di un gruppo di oulipiani: si trattava allora di una serie numerosa di variazioni omofoniche sul nome della cantante Montserrat Caballé (La Cantatrice Sauve, Oulipo, La Bibliothèque Oulipienne, vol. I, Ramsay, Paris, 1987)
Vedi Napoli e poi mori
Napoli potenziale (Dante & Descartes, Napoli, 2007)
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