Creazioni...


solo rosso con solo l’ 'O'

 

l’orto còlto tosto
tonno nostro col torlo d’ovo

gnocco col polpo d’ ‘o golfo

rotolo rosso

toro molto frollo coll’osso tolto
(non solo broccolo)

pollo con poco pomodoro

cochon d’or

oro cotto non troppo mollo

sottobosco odoroso

pomo o  loto

bonbons

 

com’orzo

 

Boldo rosso
Corvo rosso
Locorotondo rosso
Osco rosso
Pomorosso  Coppo
Ronco rosso
Rosso còrso
Rosso d’Ortonovo
Rosso tosco

Porto d’Oporto

Tra le tante singolarità de La Vie mode d’emploi, l’opera di Georges Perec che, a detta di Italo Calvino, rappresenta l’unico vero avvenimento nella storia del romanzo, ve ne sono alcune di tipo gastronomico e piuttosto evidenti, come certi originali menu dalla trascrizione interamente monovocalica. Se è vero che nelle ristrettezze si gusta il sapore vero delle cose, l’utilizzazione di una sola vocale o di un sol colore, chissà, potrebbe essere un motivo in più per apprezzare un pranzo del tutto particolare.(1)
Solo rosso con sol l’o, che presenta anche una contrainte cromatica (monocromatico in rosso), è stato  proposto e realizzato in due diverse occasioni).  

 

(1)   Alcuni menu contenuti nel romanzo sono soltanto monocromatici; per questi il gioco è soltanto nel colore, sempre uguale per tutte le portate. Si va dal pranzo tutto rosa (aspic di prosciutto al Vertus, koulibiak di salmone con salsa aurora, anatra selvatica alle pesche da vigna, champagne rosé ecc.) a quello giallo (tortini di formaggio alla borgognona, morbidelle di luccio in salsa olandese, salmis di quaglia con zafferano, insalata di mais, sorbetti al limone e alla giaiava, con xeres, Chateau-Chalon, Chateau-Carbonneaux e punch ghiacciato al Souternes. Neppure il “nero” riuscì a porre freno alla fantasia dello scrittore che, naturalmente, pensò ad un pranzo servito in piatti di ardesia lucida: comprendeva caviale, ma anche calamari alla tarragonese, una sella di cinghialetto alla Cumberland, un’insalata di tartufi (ovviamente neri) ed una charlotte di mirtilli.

 

solo rosso con solo l’ 'O'
ne La Biblioteca Oplepiana (Zanichelli, 2005)
già a buffet e in dépliant (Capri, 2000) e (Firenze, 1999)

 
 
   
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