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In sogno l’amai

In maggio, son anni,
già in sogno l’amai,
ma sol somigliò
a monomania.

M’assillano anonimi
insani, malsani
malanni, m’ammalo,
alligna l’insonnia.

Ma oggi siam soli,
o anima mia:
la gioia mia somma
somiglia a magìa.

A ogni moina,
il minimo solo
non mogio massaggio
mi sana, m’aggioga.

La maglia, la gonna,
la lana si smaglia,
s’ammàina ogni gala,
m’assali, m’assaggi.

Mi mangi, mi ami,
agoni ingaggiamo,
mo’ ansimi, miàgoli,
gioiosa malìa.

Ma amami assai,
ma oggi non solo:
insomma, mill’anni,
a massima soglia.

Noi mo’ sigilliamo,
sigliamo l’amalgama:
mio sol, mia galassia.
sii sol la mia glassa.

Mannaggia, son lai,
sal l’ansia alla gola,
ma in angol m’inganna
lagnoso animal.

La gaia mia maga,
ammalia, si sa
(non sanno i maligni
o sol non l’immaginano).

In mano la mano,
al molo sogniamo,
ma noi già saliamo
all’isola gaia.

Già sona il mio gong,
la mia ninnananna.
io gongolo già:
è l’SMS!

Sì: I ‘m smailing!
(ai, l’anglomanìa!).

“oligogramma”: le modalità del beau présent, perdendo il riferimento a persone cui il componimento è dedicato, possono rivolgersi a personaggi di fantasia (protagonisti, ad esempio, di romanzi, di favole, di film ecc.) o addirittura a semplici sostantivi evocatori di riflessioni. Resta, in sostanza, il meccanismo lipogrammatico che impone l’utilizzo soltanto di alcune lettere, quelle costituenti il nome o il vocabolo del quale si vuole riferire.
La stessa modalità può essere estesa ancora ad altri casi, quando non ci si riferisce a un nome o a un sostantivo ma, per esempio, a una frase, a un sintagma, a un verso; la traccia obbligata dell’oligogramma è allora individuata dalla frase, dal titolo, dall’incipit di un componimento o da un altro suo verso che lo caratterizza.  In sogno l’amai è scritto utilizzando esclusivamente le sole diverse otto lettere che compongono il verso che dà il titolo al componimento.

 

In sogno l’amai
in Oplepiana (Zanichelli, 2002)

 
 
   
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