Creazioni...


Emanuela Grimalda

 

Gaia, leggiadra, leggera,
miniera di mille malìe,
giungi da lidi giuliani,
languida mula maliarda,
rallegri le gelide lune
e illumini algide lande:
malandrini guardi di miele
da lungi, da innumeri miglia,
irradian grande allegria.

Ma illudi mie minime mire
e mangi l'anima mia,
regina dai lumi di giada,
(ma a me, umil giullare,
è ardire, dimmi, anelare?).
In grigi e gelidi dì,
umidi di lagrime amare,
una ruggine millenaria
raggela miraggi e idee:
ma rima rimane a lenire.

Durerà l'edera ai muri,
dureran i gigli e i lillà,
generali, guerre e gendarmi,
le nude ruine e i malanni,
dureran le urla e le grida
di mille megere a dir male,
rimarran l'umana genìa
e l'auree ali degli angeli.

Rimarrà la grandeur dei millenni,
e l'aria agile e dura
ai margini delle marine,
le linee mélange delle lane
e le rime di Mallarmé.
Riede la rena dal mare,
a gemer degli aedi la lira,
la diana rimane a dir mane.

E riede la dama in gramaglie
ad amare, a mangiare la mela,
a mangiar mandarini e gianduia,
rimane l'erede a gaudere
denari, miliardi di lire;
ma nulla rimane a ridire
le gaie luminarie di un dì,
e nulla rimane a guarire
i miei mali a migliaia.

E giunge, già giunge il duemila:
la rima mia nuda rimane,
aleggia, galleggia e rimugina
idee di ilari idilli,
idee di mille linguaggi,
di mille maniere d'amare.


Leggimi e amami, darling.

 

 

Si tratta, in effetti, di unlipogramma (→ LIPOGRAMMA) in un numero consistente di lettere, tante che, anziché pensare alla loro esclusione, viene naturale definirlo attraverso l’obbligata “presenza” delle lettere costituenti il nome della persona cui è indirizzato.
L’espressione les beaux présents,1 coniata dagli oulipiani, ha un doppio significato: beau può essere sostantivo e présent aggettivo (il bello è presente nel testo), beau può essere aggettivo e présent sostantivo nel significato di dono (il beau présent è quello fatto alla persona cui il poema è dedicato).

 

1     La definizione è in contrapposizione con quella de la belle absente, struttura nella quale il nome della persona cui il poema è dedicato è “assente”, poiché ogni verso del componimento include tutte le lettere dell’alfabeto eccetto, ad una ad una e verso per verso, quelle del nome in indirizzo.
Il meccanismo, in effetti, è quello del «logogrifo», un gioco enigmistico che si impernia, appunto, su di una serie di vocaboli che utilizzano in tutto o in parte le lettere di una parola base.

 

Emanuela Grimalda
in Oplepiana (Zanichelli, 2002)

 
 
   
        valid XHTML -  valid CSS
copyright 2008