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I merletti di Cenerentola

 

 

(…) un’aurora vieux rose si rimira su venezia, nei suoi mari vermena con accenni rosa, nei suoi rii in un vivace scorrere; venezia è messa in muria, invasa, ma ormai si rinnova, essa va verso un suo vivere, un vivere vero e nuovo (…); venezia ora è senza sonno, veramente vera, senza miseria, senza cerimonie, senza narcisismi, senza corone, coi veneziani in riviera, vicinissimi, in unione ai suoi mari, come un’ancora ai suoi commerci; è sano vivere a venezia se non c’è marea in sù, con i suoi sorrisi, con i suoi commerci, con mimose e con rose, con i suoi marinai (…)

Il detenuto, nella propria cella, dispone di molto poca carta e desidera scrivere una lettere quanto più lunga possibile; egli, quindi, dovrà stringere al minimo  l’interlinea evitando tutte le lettere che “sporgono” in basso o in alto (b, d, f, g, h, l, p, q, t) e utilizzando soltanto le altre: a, c, e, i, m, n, o, r, s, u, v, z. La contrainte du prissonier è quindi una particolare struttura lipogrammatica dalle modalità assimilabili a quelle de les beaux présents.
Il breve cenno sù riportato è tratto da I merletti di Cenerentola, una favola moderna ambientata a Venezia, tradotta dal testo originario francese di Chantal Robillard, nel rispetto – naturalmente – dell’originaria contrainte.

 

 

 

 

I merletti di Cenerentola
in Oplepiana (Zanichelli, Bologna, 2002)

 
 
   
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