28.12.1998
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Bel giorno, oggi:
Brunella è unita a Giancarlo,
Giancarlo è unito a Brunella,
come la colomba al miglio,
il fiore alla farfalla,
la barca al remo,
il cero alla bugìa,
la freccia all'arco,
il giorno alla notte,
la foglia al ramo,
il fiume al letto,
l'ellera al muro,
l'orata all'amo,
la crème al caramel,
il latte al caffè,
la torta al miele,
il babà al rum.
Bel giorno, oggi:
è una gaia mattina,
il cielo è blu
e il mare è lucente,
nell'aria è allegria,
Brunella è unita a Giancarlo,
Giancarlo è unito a Brunella.
Le mie rime non rime
a Brunella e Giancarlo,
fatte con le lettere loro
unicamente le loro
(nomi e cognomi),
eliminate le altre,
e con termini facili
(non anagrammi o enigmi,
ma tanti logogrifi),
augurano tanti anni felici
e gioie a migliaia.
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Si tratta di un “epitalamio”, un testo di circostanza destinato ad accompagnare gli sposi fino al letto nuziale, in forma di elogio delle loro virtù, ringraziando il Signore di averli fatti incontrare ed evocando le felicità che li attendono.(1) Inteso come componimento à contrainte, l’epitalamio viene svolto utilizzando esclusivamente le lettere dei nomi dei due sposi.(2) La modalità avvicina, dunque, la struttura a quella del lipogramma e, più precisamente, a quella de les beaux présents.
(1) Georges Perec, nella introduzione a “Epithalames” (in Oulipo, La Bibliothèque Oulipienne, Ramsay, Paris, 1987), così continua: «È un genere che, sembra, si perde nella notte dei tempi e nel quale si sono cimentati, tra gli altri, Catullo, Claudio, Stazio, Salomone, Saffo, Teocrito, Ronsard, Malherbe, Pindaro, Anacreonte, Stesicoro, Apollinaire, Shakespeare (…) ».
(2) La circostanza è quella del matrimonio tra Brunella Como e Giancarlo Fatigati: i loro nomi sono a base dell’epitalamio.
28.12.1998
in Oplepiana (Zanichelli, Bologna, 2002)
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